Dal sipario ottocentesco di Francesco Grandi la Basilica vitruviana visibile ad altissima risoluzione
La Basilica di Vitruvio a Fano rappresenta uno dei capitoli più affascinanti della storia architettonica romana: l'unica opera che Vitruvio Pollione descrive dettagliatamente nel suo De Architectura come realizzata da lui stesso nella Colonia Iulia Fanestris.
Recentenente rinvenuta, la Basilica ha stimolato nei secoli innumerevoli ipotesi ricostruttive, a partire dalle edizioni illustrate del trattato vitruviano: da Fra Giocondo (1511) ad Andrea Palladio e molti altri architetti e studiosi del Rinascimento e oltre, che hanno tentato di tradurre in disegno la descrizione testuale vitruviana.
Queste ricostruzioni, spesso divergenti, oggi sono raccolte e confrontate grazie al lavoro del prof. Paolo Clini che negli anni ha catalogato digitalmente le edizioni illustrate del trattato vitruviano e le relative ipotesi grafiche.
Un lavoro sistematico di catalogazione che permette di ripercorrere l'evoluzione delle interpretazioni e avvicina la comunità alla memoria perduta della città romana.
In questo fil rouge di riscoperta vitruviana si inserisce una curiosità cittadina davvero singolare: il grande sipario storico del Teatro della Fortuna, dipinto nel 1863 dal pittore romano Francesco Grandi in occasione dell'inaugurazione del teatro progettato da Luigi Poletti.
Il sipario raffigura l'ingresso trionfale di Cesare Ottaviano Augusto in città, accolto da magistrati, sacerdoti e cittadini. Sullo sfondo si stagliano in prospettiva la cinta muraria con la porta a tre fornici, la Basilica e altri edifici legati alla descrizione vitruviana e alla memoria classica. Completano il panorama un faro e uno scorcio marino.
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| Il sipario del Teatro della Fortuna |
Tra la folla spicca un personaggio identificabile con Vitruvio stesso: in una posa dinamica, regge con la destra un cartiglio srotolato che rappresenta proprio la pianta della sua celebre Basilica.
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| Dettaglio del personaggio identificabile con Vitruvio |
Un dettaglio simbolico potentissimo, che lega arte ottocentesca, storia romana e identità locale, come sottolineato più volte dal prof. Paolo Clini, figura di riferimento nel panorama vitruviano.
Paolo Clini ha dedicato conferenze e studi a questo intreccio – dalla conferenza "Vitruvio nel Sipario" del 2021 per la Fondazione Teatro della Fortuna (nell'ambito del ciclo "Fuori il Sipario") fino a più recenti interventi – valorizzando il sipario come immagine viva della memoria cittadina e ponte tra antichità e modernità.
Grazie al lavoro di digitalizzazione ad altissima risoluzione condotto dall'Università Politecnica delle Marche (con il coordinamento scientifico dello stesso Clini), oggi possiamo ammirare ogni pennellata e dettaglio del capolavoro di Francesco Grandi come mai prima d'ora.
Un tour virtuale del Teatro della Fortuna permette di esplorare la sala e il sipario in modo immersivo, zoomando sui particolari invisibili a occhio nudo dalla platea.
Ecco alcuni link per immergersi in questa esperienza:
- tour virtuale del Teatro della Fortuna
- progetto di digitalizzazione del sipario
Un piccolo, ma straordinario, esempio di come Fano continui a dialogare con il suo passato vitruviano: dal testo antico al recente ritrovamento della Basilica, passando per questo sipario che, grazie alla tecnologia contemporanea, ci restituisce Vitruvio in carne e ossa – o meglio, in pixel – proprio al centro della nostra storia.










