11/03/2026

Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni 2

Trascrizione e adattamento dell'intervento del dott. Franco Canestrari
Fano, 11 novembre 2022
Sala di Rappresentanza della Fondazione Carifano

Il dottor Franco Canestrari è autore di 100 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali e coautore di libri nel settore scientifico divulgativo. È biologo e medico chirurgo, già docente universitario di biochimica clinica e biologia molecolare clinica. Tra le sue molte esperienze ha svolto, tra l'altro, attività di consulenza presso centri di medicina termale e nel suo intervento parlerà di acque sulfuree, dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche.

Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche
Dott. Prof. Franco Canestrari

2) Le acque termali e lo zolfo

Adesso rientriamo nel nostro logos, che è quello delle terme, la parte precedente è una carrellata, ma non è su questo che volevo andare, bensì sulla ricerca: le acque hanno delle caratteristiche completamente diverse, in base alle caratteristiche c'è la terapia e la cura appropriata, quindi se è un'acqua è solfidrica, mi aspetto da un certo tipo di cure da quell'acqua, se è un'acqua invece bicarbonato-carbonica, forse altre patologie possono essere curate, ma non le stesse dell'acido solfidrico per intenderci, quindi ad ogni situazione patologica può corrispondere un'acqua appropriata.

Classificazione delle acque minerali

Oligominerali e a bassa presenza di minerali
Sulfidriche
Salso-bromo-iodiche
Radioattive
Salate
Solfate
Bicarbonate e carboniche
Arsenico-ferrose

Le metodiche di somministrazione sono diverse, anche in questo caso, a seconda della necessità terapeutica, quindi se io ho il mal di gola che cosa farò in realtà? Lo facciamo comunemente senza accorgerci, quando vado in farmacia a prendere, ad esempio l'acqua di Sirmione, nei fatti che sto facendo? sto facendo una terapia nasale di un'acqua che contiene zolfo, come quella di Sirmione perché lo sentiamo bene, che comunque ci protegge in parte a livello preventivo, ma in parte anche curativo.

A seconda della patologia e della sede della patologia adopererò un'acqua oppure un'altra. Vedete, le più comuni però sono le cure idropiniche, le cure inalatorie, le balneoterapie e le cure fangoterapiche, che usano i fanghi, dove chiaramente l'acqua è la parte prevalente.

Principali cure termali

I solfobatteri conoscevano già l'importanza dello zolfo molto prima di noi, un miliardo, due miliardi di anni fa, avevano capito l'importanza dello zolfo, di cui parleremo a breve, perché le acque con le quali noi abbiamo avuto a che fare sono acque solfidriche, vi ho portato anche una rivista storica, perché nel '94 avevamo pubblicato i primi lavori con Macerata Feltria, proprio anche in relazione al rapporto che avevamo con Marco Carnaroli (cfr. relatore precedente) su questo tipo di ambiente termale.

Circa 1-2 miliardi di anni fa...

Si ipotizza che i mitocondri delle cellule eucariotiche
derivino da antichi batteri capaci di ossidare l'’H₂S,
abbondante nell’ambiente terrestre primordiale

Le acque sulfuree, delle quali parleremo e alle quali abbiamo dedicato attività di ricerca, sono quelle che contengono lo zolfo in una certa concentrazione, ma in forma volatile, se non siamo rapidi nel prenderlo perde la sua forza, mentre le acque solfate, contengono gli ioni solfati in maniera dominante.

Le ACQUE SULFUREE
contengono prevalentemente 
lo zolfo in forma di H2S
(ad una concentrazione di
almeno 1 mg per litro)
ed anche solfati

Le ACQUE SOLFATE
contengono ioni SO4
insieme ad altri elementi chimici

L'H2S è la più potente molecola antiossidante, tra le più potenti perlomeno tra quelle a base di zolfo, però per chi non segue queste cose, volevo fare una piccola premessa del cosa si intende con attività antiossidante, perché altrimenti non è comprensibile.

La nostra vita è soggetta a un decadimento legato all'ossigeno, paradossalmente, cioè noi viviamo in funzione dell'ossigeno, ma l'ossigeno è il nostro nemico principale.

Noi potremmo vivere 120 anni, si dice come il condor, ma in realtà non arriviamo a quest'età perché l'ossigeno ci ossida, quindi questa è un po' la base proprio più semplice possibile per spiegare il perché parliamo di azioni antiossidanti, quindi che cosa dobbiamo fare tutta la vita: introdurre antiossidanti in tutte le maniere, in tutte le forme, per cercare di tamponare le ossidazioni fisiologiche.

01/03/2026

Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni 1

Trascrizione e adattamento dell'intervento del dott. Franco Canestrari
Fano, 11 novembre 2022
Sala di Rappresentanza della Fondazione Carifano

Il dottor Franco Canestrari è autore di 100 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali e coautore di libri nel settore scientifico divulgativo. È biologo e medico chirurgo, già docente universitario di biochimica clinica e biologia molecolare clinica. Tra le sue molte esperienze ha svolto, tra l'altro, attività di consulenza presso centri di medicina termale e nel suo intervento parlerà di acque sulfuree, dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche.

Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche
Dott. Prof. Franco Canestrari

1) Epigenetica e medicina non convenzionale

Ho portato con me alcune slide. La prima è dedicata alla memoria dell’onorevole Massimo Vannucci di Macerata Feltria.

Perché proprio lui? Perché ho avuto il piacere di conoscerlo bene, e mi ha profondamente colpito il suo entusiasmo. Un entusiasmo che mi ha spinto a portare avanti con ancora più convinzione il tema delle terme. Ma non solo per questo: anche per il ruolo attivo e lungimirante che ha avuto in Parlamento.

Mi ripeteva spesso: "Dobbiamo costruire una piattaforma, perché tutto parte dall’alto, e solo dall’alto può poi ricadere in basso in modo efficace". Aveva visto molto lontano. Aveva capito che le terme non possono avere un futuro serio e duraturo senza una legislazione precisa e adeguata.

Per questo mi è sembrato doveroso aprire questo intervento rendendogli omaggio.

Concentratevi nelle scuole, in fondo qual è il nostro compito, se non cercare di preparare un mondo migliore a chi verrà dopo di noi?
Concentratevi nelle scuole...
in fondo qual è il nostro compito
se non cercare di preparare
un mondo migliore a chi verrà dopo di noi?

Il massimo riconoscimento delle proprietà dell'acqua si ebbe nel periodo romano con la costruzione di grandi e maestosi edifici termali per godere delle qualità benefiche dei bagni in ogni luogo conquistato.

Le terme comprendevano giardini, saloni, sale di riposo.

Quindi i miei predecessori romani, visto che sono romano anch'io, avevano visto lontano, praticamente noi stiamo riconquistando quello che loro avevano già previsto, e cioè che un centro termale non può essere avulso da una realtà di benessere.

Un centro termale che integra cure termali e cure psichiche non è semplicemente un centro benessere: è un ambiente psicofisico, pensato per prendersi cura della persona nella sua totalità.

Esempio grandioso chiaramente furono le terme di Caracalla, tra le più importanti dell'impero romano.

Con la caduta dell'impero scomparve l'erogazione del servizio pubblico, quindi diciamo che si era raggiunto forse il massimo in quel periodo, poi pian piano è cominciata la discesa.

Però noi siamo orgogliosi come italiani di avere le acque termali, perché per le sorgenti di acque minerali naturali siamo al secondo posto tra i paesi della Comunità Europea, dopo la Germania, con circa 400 sorgenti di acque minerali, quindi possiamo dire di avere una tradizione.

La terapia termale, come sapete, ha una forte componente sanitaria e biologica – ed è proprio l’aspetto che vorrei approfondire oggi.  Io vengo da due mondi: prima la biologia, poi la medicina… e a volte mi sento un po’ come dottor Jekyll e mister Hyde: ancora non ho deciso se sono più biologo o più medico, ma adesso lo vedremo lungo la strada, vediamo dove mi riesco a identificare meglio.

Come vedete dalla slide, la terapia termale si articola in tre momenti fondamentali: prevenzione, cura e riabilitazione.

Terapia Termale: un sistema dove Prevenzione, Cura, Riabilitazione sono in relazione continua e multidirezionale (per migliorare anche Performance sportive)

E la cosa interessante, che la grafica mostra molto bene con tutte queste frecce, è che questi tre aspetti non sono separati: sono profondamente interconnessi, in un continuo dialogo tra loro.

02/02/2026

Augusto e Vitruvio a Fano nel sipario del Teatro della Fortuna

Dal sipario ottocentesco di Francesco Grandi la Basilica vitruviana visibile ad altissima risoluzione 

La Basilica di Vitruvio a Fano rappresenta uno dei capitoli più affascinanti della storia architettonica romana: l'unica opera che Vitruvio Pollione descrive dettagliatamente nel suo De Architectura come realizzata da lui stesso nella Colonia Iulia Fanestris

Recentenente rinvenuta, la Basilica ha stimolato nei secoli innumerevoli ipotesi ricostruttive, a partire dalle edizioni illustrate del trattato vitruviano: da Fra Giocondo (1511) ad Andrea Palladio e molti altri architetti e studiosi del Rinascimento e oltre, che hanno tentato di tradurre in disegno la descrizione testuale vitruviana.

Queste ricostruzioni, spesso divergenti, oggi sono raccolte e confrontate grazie al lavoro  del prof. Paolo Clini che negli anni ha catalogato digitalmente le edizioni illustrate del trattato vitruviano e le relative ipotesi grafiche.

Un lavoro sistematico di catalogazione che permette di ripercorrere l'evoluzione delle interpretazioni e avvicina la comunità alla memoria perduta della città romana.

In questo fil rouge di riscoperta vitruviana si inserisce una curiosità cittadina davvero singolare: il grande sipario storico del Teatro della Fortuna, dipinto nel 1863 dal pittore romano Francesco Grandi in occasione dell'inaugurazione del teatro progettato da Luigi Poletti.

Il sipario raffigura l'ingresso trionfale di Cesare Ottaviano Augusto in città, accolto da magistrati, sacerdoti e cittadini. Sullo sfondo si stagliano in prospettiva la cinta muraria con la porta a tre fornici, la Basilica e altri edifici legati alla descrizione vitruviana e alla memoria classica. Completano il panorama un faro e uno scorcio marino.

Il sipario del Teatro della Fortuna

Tra la folla spicca un personaggio identificabile con Vitruvio stesso: in una posa dinamica, regge con la destra un cartiglio srotolato che rappresenta proprio la pianta della sua celebre Basilica.

Dettaglio del personaggio identificabile con Vitruvio

Un dettaglio simbolico potentissimo, che lega arte ottocentesca, storia romana e identità locale, come sottolineato più volte dal prof. Paolo Clini, figura di riferimento nel panorama vitruviano.

Paolo Clini ha dedicato conferenze e studi a questo intreccio – dalla conferenza "Vitruvio nel Sipario" del 2021 per la Fondazione Teatro della Fortuna (nell'ambito del ciclo "Fuori il Sipario") fino a più recenti interventi – valorizzando il sipario come immagine viva della memoria cittadina e ponte tra antichità e modernità.

Grazie al lavoro di digitalizzazione ad altissima risoluzione condotto dall'Università Politecnica delle Marche (con il coordinamento scientifico dello stesso Clini), oggi possiamo ammirare ogni pennellata e dettaglio del capolavoro di Francesco Grandi come mai prima d'ora.

Un tour virtuale del Teatro della Fortuna permette di esplorare la sala e il sipario in modo immersivo, zoomando sui particolari invisibili a occhio nudo dalla platea.

Ecco alcuni link per immergersi in questa esperienza:
- tour virtuale del Teatro della Fortuna
- progetto di digitalizzazione del sipario

Un piccolo, ma straordinario, esempio di come Fano continui a dialogare con il suo passato vitruviano: dal testo antico al recente ritrovamento della Basilica, passando per questo sipario che, grazie alla tecnologia contemporanea, ci restituisce Vitruvio in carne e ossa – o meglio, in pixel – proprio al centro della nostra storia.

13/01/2026

Carnevale 1718: Giacomo III Stuart ospite a Fano

Alla morte di Elisabetta I, ultima del casato Tudor, le succede il figlio della cugina e rivale Maria Stuarda, Giacomo Stuart, che sale al trono come Giacomo I d'Inghilterra, inaugurando la dinastia Stuart sul trono inglese.

Alla morte di quest'ultimo gli succede il figlio Carlo I, giustiziato nel 1649 dopo la guerra civile inglese. Restaurata la monarchia nel 1660, sale al trono il figlio di Carlo I, Carlo II (senza figli legittimi). Alla sua morte nel 1685 gli succede lo zio, il cattolico Giacomo II.

Questi sposa in seconde nozze Maria Beatrice d'Este, figlia di Alfonso IV d'Este duca di Modena e di Laura Martinozzi (nata a Fano, figlia del conte Girolamo Martinozzi e di Laura Margherita Mazzarino).

Da questa unione nasce, il 10 giugno 1688, Giacomo Francesco Edoardo Stuart, destinato a diventare principe di Galles.

Ma pochi mesi dopo scoppia la Gloriosa Rivoluzione: Giacomo II viene deposto e fugge in Francia, mentre sul trono vengono chiamati la figlia di primo letto Maria e il marito Guglielmo d'Orange, protestanti.

Il piccolo Giacomo Francesco Edoardo, portato in salvo dalla madre ancora in fasce, cresce in esilio alla corte di Luigi XIV, cugino del padre.

Alla morte di Giacomo II, Luigi XIV e i giacobiti lo riconoscono come legittimo sovrano con il nome di Giacomo III d'Inghilterra.

Giacomo II con Maria Beatrice e i due figli
a Saint-Germain-en-Laye
(Royal Collection Trust)

Carnevale 1718. Giacomo III Stuart ospite a Fano
Franco Battistelli

Nuovi Studi Fanesi, 1981

www.sistemabibliotecariofano.it

La vicenda umana di Giacomo III Stuart, figlio di secondo letto di Giacomo II re d'Inghilterra (VII come re di Scozia), nato nel 1688 alla vigilia della rivoluzione che travolse il trono paterno a vantaggio della figlia Maria e del genero Guglielmo III d'Orange, è ben nota agli storici come quella del «vecchio pretendente», vissuto esule in Francia e in Italia fino alla morte, avvenuta a Roma nel 1766.

Ci limiteremo quindi a ricordare che il giovane Stuart era stato riconosciuto re d'Inghilterra alla morte del padre (1701) da Luigi XIV re di Francia, ma che la Camera dei Comuni si era opposta alla sua elezione e che nel 1715 il conte di Mar, levatosi in suo favore, era stato vinto dal conte di Argyle.

Anche il successivo diretto tentativo di riconquista del trono di Scozia non aveva avuto nel 1716 alcun successo, per la diffidenza suscitata dal cattolicesimo dello Stuart e per l'impossibilità di un appoggio da parte inglese.

Per tutti questi motivi, dopo la morte di Luigi XIV, lo Stuart era stato abbandonato dal reggente di Francia, né aveva ricevuto altro appoggio che quello del cardinale Giulio Alberoni i cui progetti, collegati alle imprese per una rinascita della potenza spagnola, sarebbero falliti nel 1719.

Fu nel clima di questi ultimi avvenimenti che il trentenne pretendente alla corona britannica venne in Italia e che Papa Clemente XI (l'urbinate Giovanni Francesco Albani) gli concesse di utilizzare come propria residenza l'antico Palazzo Ducale di Urbino.

10/01/2026

I cannelli di zolfo ✨

I cannelli di zolfo: una tradizionale curiosità ligure

In molte farmacie ed erboristerie liguri si possono trovare i "cannelli di zolfo" (in dialetto "sorfanetti"): barrette gialle che si strofinano sul collo o sulle spalle doloranti.

Dopo qualche minuto di sfregamento di un cannello sulla parte interessata si sentono dei piccoli scoppiettii/crepitii e, spesso, si spezza di netto. Il dolore? Molto più leggero. 

Coincidenza o saggezza popolare?

La scienza non ha studi che lo confermino, ma lo zolfo è lo stesso elemento che rende speciali le acque termali sulfuree. 

Ricche di idrogeno solforato (H2S), queste acque hanno effetti antinfiammatori, miorilassanti e antiossidanti dimostrati da molti studi, perfette per artrosi, dolori reumatici e problemi della pelle.

Chissà, forse il cannello è una versione minuscola e artigianale dello stesso principio. 

Non sarà una vera cura termale, ma è un piccolo, affascinante promemoria di quanto lo zolfo sappia “parlare” al nostro corpo.

09/01/2026

Convegno 2022: rifacciamo il punto

Trascrizione degli interventi dei relatori
Fano, 11 novembre 2022
Sala di Rappresentanza della Fondazione Carifano

- Apertura del convegno ed introduzione
  Beatrice Morbidoni - Presidente del Comitato "Riapriteci le Terme di Carignano"

Buonasera a tutti e benvenuti al convegno "Terme di Carignano: Facciamo il Punto". Innanzitutto vorrei ringraziare la Fondazione Carifano che ci sta ospitando. Mi presento, scusate l'emozione, ma è la prima volta che parlo in pubblico.

Sono Beatrice Morbidoni, Presidente del Comitato "Riapriteci le Terme di Carignano", un gruppo nato in seguito a questa mia iniziativa di ridare alle Terme una nuova visibilità ormai decaduta da tempo. Fanno parte di questo comitato, oltre a tanti cittadini, anche associazioni di categoria come Confcommercio e Confesercenti, le quali stanno condividendo e coadiuvando il lavoro da me iniziato.

Il comitato, che ha come finalità la riapertura dello stabilimento termale, persegue finalità di sensibilizzazione dell'opinione pubblica su i benefici a livello di salute, ma anche sui vantaggi economici che porterebbe la riattivazione dello stesso.

Il compito del comitato è quello di tutelare l'ambiente, la salute pubblica, la difesa del territorio, la corretta applicazione delle leggi comunali, regionali e statali ed anche la maggiore aggregazione dei cittadini.

Al momento siamo molto lieti di aver raggiunto diversi risultati, tra i quali l'aver portato nuovamente un interesse su questo argomento che da tempo era superato, e l'altro è stato anche quello di portare invece una grossa società all'acquisto di questi beni che sono rimasti all'asta per tanto tempo.

Con il supporto del comitato è stata organizzata questa serata, una giornata in cui abbiamo coinvolto diversi relatori, ognuno specialista del proprio settore, per fornire a tutti i cittadini un'informazione più chiara ed adeguata su cosa siano le Terme di Carignano.

Crediamo infatti che sia veramente molto interessante dare una completezza di informazioni su tutto ciò che riguarda il mondo termale, che è anche tra l'altro un pochino complicato come mondo, e durante la serata quindi cercheremo di trattare diversi argomenti per capire le terme nella loro interezza, come la storia, le proprietà delle acque, i benefici che le stesse apportano alla salute, ed infine si parlerà anche del nostro amato territorio e soprattutto come si svilupperà in un futuro prossimo.

Bene, ora lascerò la parola al nostro primo relatore, il dottor Marco Carnaroli, che in qualità di geologo ha gestito ed amministrato per lungo tempo uno stabilimento termale con annesso hotel situato a Macerata Feltria e che questa sera aprirà il convegno illustrando come argomento la formazione delle acque, la normativa e lo sviluppo economico.

- Formazione delle acque, normative e sviluppo economico
  Dott. Marco Carnaroli - Geologo esperto di gestione del settore termale

Buonasera e grazie a tutti di essere qui. Ho gestito un centro termale per tanti anni a Macerata Feltria e ho seguito anche tutte le problematiche inerenti alle acque come geologo in qualità di direttore di miniera. Sono sinceramente molto contento di essere qui questa sera vicino a Beatrice, che oltre aver lavorato tanti anni a Carignano ha lavorato anche a Macerata Feltria, vedo l'entusiasmo con cui sta portando avanti con impegno questa importante iniziativa sulle terme con ottimi risultati.

Il geologo è una figura molto importante nelle terme perché deve valutare costantemente le sorgenti.

Ricordiamoci che le acque sono pubbliche quindi non sono private e quindi lo sfruttamento che avviene di queste acque si fa attraverso delle concessioni. Le concessioni possono avere una durata di 15-20 anni, poi una volta terminata la concessione viene richiesta un nuovo tipo di concessione.

Quindi il geologo deve innanzitutto procedere a uno studio continuo della sorgente, attraverso delle analisi chimiche e batteriologiche, deve valutarne la portata, deve far sì che la sorgente e tutto quello che viene fatto intorno sia tutelato. Annualmente fa un'analisi di tutti i dati e allega un'analisi chimica particolare redatta da un'università per valutare tutto il chimismo dell'acqua stessa, per chimismo intendiamo tutta la parte di elementi chimici, di elementi minerali. Questa è una classificazione, una prima classificazione, che si fa sulle acque.

20/12/2025

Approvato il PRG di Fano: per le Terme di Carignano status quo e cubature solo sulla carta

Il Consiglio Comunale di Fano ha approvato il nuovo Piano Regolatore Generale (PRG 2023), un passaggio atteso da anni, che chiude un lungo iter culminato con l'adozione nel 2024 e le controdeduzioni successive alle osservazioni della Provincia.

Per quanto riguarda i comparti in località Terme di Carignano:

  • nel nuovo PRG non ci sono variazioni sostanziali agli indici di edificabilità o alle previsioni urbanistiche;
  • i comparti sono stati riorganizzati con una nuova nomenclatura, ma le destinazioni d'uso (turistico-alberghiero, verde attrezzato, strutture ricettive legate alle terme) e i volumi potenzialmente edificabili restano sostanzialmente gli stessi del PRG precedente;
  • l'area è stata stralciata dal nuovo strumento per conservare esplicitamente le vecchie previsioni, evitando modifiche;
  • una osservazione presentata nel 2024 dalla proprietà (Gruppo Romani/Gestioni Spedalità Private) chiedeva proprio di ripristinare la zonizzazione grafica del vecchio PRG per chiarezza, e l'amministrazione ha confermato che non ci sono cambiamenti di sostanza.

In pratica, gli indici edificatori e le potenzialità edificabili rimangono invariati.

Ricordiamo che nel 2023 il Comune di Fano ha accettato un accordo transattivo extragiudiziale per 200mila euro con la curatela fallimentare della gestione Berloni, con cui - di fatto - ha riconosciuto una responsabilità per aver previsto nel PRG un indice di edificabilità che prometteva uno sviluppo urbanistico significativo (con relative cubature e mq potenzialmente elevati, come i circa 58.000 mq SUL iniziali dell'Accordo di Programma 2009), ma che si è rivelato irrealizzabile a causa del rispetto dei vincoli ambientali imposto dalla Soprintendenza.

Questo rende l'edificabilità riportata nel PRG "puramente teorica".