26/08/2026

Cicloarzilla

Progetto per un itinerario ciclopedonale per collegare Mombaroccio e la zona delle Terme di Carignano a Fano e al mare

Il progetto è stato presentato pubblicamente a fine 2021. I comuni di Fano e Mombaroccio (con il successivo interessamento del comune di Pesaro per inserire la frazione di Santa Maria dell'Arzilla) avevano siglato un'intesa di massima.

Gli itinerari della Cicloarzilla

La proposta prevedeva un collegamento da Mombaroccio (passando per Villagrande e la località Cairo) per poi scendere lungo la valle e gli argini del torrente Arzilla, toccando le Terme di Carignano e Fenile fino ad arrivare alla costa fanese.

Si basava sul recupero di strade bianche e tracciati rurali esistenti, senza pesanti asfaltature, per preservare il paesaggio collinare e unire mobilità dolce e turismo lento.

Il progetto rispondeva alle richieste di mobilità sostenibile, pur affrontando le complessità tipiche dei tratti ciclopedonali misti e il dibattito cittadino sulla connessione definitiva con la foce dell'Arzilla.

Il progetto della Cicloarzilla si è arenato ed è rimasto allo stadio di studio di fattibilità e accordo preliminare tra enti, senza mai tradursi in un progetto esecutivo cantierabile o in un'opera finanziata.

Sarebbe importante capire se, eventualmente, ci sia ancora la volontà di proseguire nell'attuazione della ciclovia ed essere pronti quando ci dovessero essere bandi che possano finanziarne la realizzazione.

Attualmente il collegamento continuo e omogeneo Mombaroccio-Terme-mare non esiste se non come tracciato per cicloamatori ed escursionisti che si muovono in autonomia su strade aperte al traffico.

L'itinerario, se realizzato, si potrebbe raccordare con gli itinerari proposti dell'associazione Noi da Carignano nell'ambito della progettazione partecipata, già finanziata e, per quel che sappiamo, dimenticata dal comune di Fano.

Gli itinerari proposti dall'associazione Noi da Carignano

Rassegna stampa

18/12/21
-Fano e Mombaroccio: ecco la Cicloarzilla-FanoTv
24/12/21-Fano e Mombaroccio insieme per la Ciclovia dell'Arzilla-Tele2000
21/01/22-CicloArzilla, una rete di percorsi sulle colline di Pesaro, Fano e Mombaroccio
Le tre amministrazioni a confronto. Biancani: «Obiettivo accedere ai fondi europei e collegare l'Arzilla con Fenile e Fano»
-centropagina.it
05/02/22-FIAB Fano For.bici: "Ciclovia da Mombaroccio a Fano, operazione che risponde alle richieste di tantissimi cittadini"-nonsoloflaminia.it
24/02/22-Arriva l'ok alla "CicloArzilla" Pesaro si inserisce nel progetto varato da Fano e Mombaroccio-ilrestodelcarlino.it
14/02/23-Ciclovia dell'Arzilla, i progetti di Pesaro, Fano e Mombaroccio ci sono: ora servono i soldi
I tre Enti hanno proposto i collegamenti. Belloni: «Dovremo partecipare a bandi per finanziare l'opera»
-centropagina.it

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30/07/2026

Distribuzione dell'acqua ai tempi di Vitruvio

La disponibilità dell'acqua è sempre stato un elemento fondamentale per lo sviluppo degli insediamento umani.

Vitruvio nel Libro VIII del De Architectura tratta dell'acqua, di come trovarla e trasportarla nei luoghi in cui non sia presente e di come accertarne la salubrità.

Dei modi di trasportar l'acqua

In tre modi si può trasportare l'acqua: per condotti in muratura, per canne di piombo o per tubi di creta.

Se per condotti in muratura, la costruzione sia quanto più solida si può, con pendenza di non meno di mezzo piede per ogni cento di lunghezza, e sia coperta a volta, affinché il sole non alteri l'acqua.

Giunta questa alla città, si farà un castello, con accanto tre vasche per ricevere l'acqua: nello stesso castello vanno situate tre cannelle ugualmente distribuite fra le vasche, e queste unite in modo che soverchiando l'acqua da quelle estreme trabocchi in quella di mezzo. 

In questa di mezzo poi si faranno le cannelle per fontane e lavatoi, nella seconda quelle per i bagni pubblici, nella terza quelle per le case private, ma in modo che non ne manchi per l'uso pubblico.

18/05/2026

Tutela degli edifici storici del territorio comunale

Palazzina delle Terme e Norme Tecniche di Attuazione del PRG 2023

Le Norme Tecniche di Attuazione del PRG 2023, all'articolo 69, specificano l'ambito di tutela degli edifici e manufatti storici elencati nell'elaborato "PC5 - Schede degli Edifici e manufatti storici del Piano Paesistico Ambientale Regionale", tra cui è presente la Palazzina delle Terme.

All'interno di tale ambito sono vietati:

 -  ogni nuova edificazione, nonché l'ampliamento degli edifici esistenti;

 -  l'abbattimento della vegetazione arbustiva e di alto fusto esistente, tranne le essenze infestanti e le coltivazioni;

 -  i movimenti di terra che alterino in modo sostanziale e/o stabilmente il profilo del terreno.

Per gli edifici e manufatti tutelati sono consentiti esclusivamente gli interventi di:
a) manutenzione ordinaria;
b) manutenzione straordinaria, che non alteri la volumetria complessiva degli edifici;
c) restauro e risanamento conservativo.

La Palazzina delle Terme - citata già nel documento preparatorio del PRG 2004 "Caratteri storico-culturali del territorio comunale" di Virginio Fiocco e Aldo Deli - è presente con il codice "S18N" a pag. 55 delle schede degli Edifici e manufatti storici.

La Palazzina delle Terme
(foto d'epoca ricolorata)

02/05/2026

Il "balineum" dei Pollii

Una iscrizione presente nella raccolta epigrafica della sezione archeologica del Museo Civico di Fano, databile tra la fine del I sec. e l'inizio del II sec., fa riferimento ad un'opera di pubblica utilità, un balineum, fatto restaurare ed ampliato a proprie spese da Tito Vario Rufino, appartenente all'ordine equestre, a nome suo e del figlio Tito Vario Longo.

La stessa iscrizione riporta che tale edificio, fatto costruire da Lucio Rufellio Severo, era già stato ripristinato a spese della comunità dopo che un incendio l'aveva gravemente danneggiato.

Una seconda iscrizione ci informa del rango di Lucio Rufellio Severo, che, dopo essere stato centurione, fu primipilo (ufficiale di legione) per due volte e per diverse volte, di cui almeno una all'epoca dell'Imperatore Claudio, venne decorato per meriti militari.

Sia Lucio Rufellio Severo che Tito Vario Rufino appartenevano alla tribù Pollia.

L'importanza dell'originario costruttore del balineum ci induce a pensare che il termine indicasse, piuttosto che dei bagni, una piccola terma pubblica.

"Donne al bagno nell'antica Roma", ill. di Fortunino Matania
(da wikimedia)

Bibliografia

- "Le iscrizioni romane del Museo civico di Fano", Rosetta Bernardelli Calavalle, 1983
  · CIL XI 6224 - EDR 015859
  · CIL XI 6225 - EDR 015860

- https://www.dizionario-latino.com/balineum

28/03/2026

Le terme "storiche" della Città di Fano

La notizia della Basilica ritrovata ravviva il passato termale di Fano

Oggi tutti parlano della Basilica di Vitruvio appena ritrovata, nel Settecento lo storico fanese Pier Maria Amiani, di fronte all'enorme attenzione che già allora suscitava quest'edificio, scelse di rivolgere lo sguardo agli altri monumenti descritti da Vitruvio, in particolare sui Bagni (le terme) di cui lui stesso può testimoniare.

"Siccome vanno per mano di tutti gli Eruditi le Opere di Vetruvio, e de' suoi Commentatori, ed in tutte questa Basilica è descritta minutamente, e dissegnata, crederei il dar conto di tutti gl'altri Edificj, che alla Basilica soleano andare uniti...

nel caso nostro non è a me riuscito di rincontrare sennon di alcuni Bagni le Vestigia, disposti appunto giusta il costume de' Romani, dal suddetto Vetruvio accennato, verso il mezzo giorno della Basilica, affinché chi lavavasi dell'aria più tiepida godesse."

("Memorie Istoriche della Città di Fano", Pier Maria Amiani, 1751)

Vitruvio nel De Architectura, al capitolo 10 del Libro V, descrive i principi per la realizzazione delle terme, tra cui l'orientamento e la sequenza tra frigidarium, tepidarium e calidarium.

Figura 3. Pianta e alzato delle stanze dei Bagni
A. Labrum - B. Alveo - C. Schola
dd. Scalino inferiore - ee. Parapetto
Figura 4. Fornello e disposizione dei Vasi
1. Vaso freddo - 2. Tiepido - 3. Caldo - 4. Fornace
(De Architectura, ed. Berardo Galiani, 1790 - Tav. XV ricolorata)

Nel centro di Fano, in passato sono stati rinvenuti mosaici di epoca romana che, per la tipologia di rappresentazione a tema marino, suggeriscono la presenza di terme, dato che allora era consuetudine abbinare soggetti acquatici agli ambienti termali.

Il mosaico del Nettuno fu ritrovato nel 1740 durante gli scavi per la realizzazione della Torre Civica. Si tratta in realtà soltanto dell'emblema, cioè della parte centrale di un mosaico originariamente più ampio. Nel tondo è raffigurato Nettuno in piedi sul suo carro, alla guida di una quadriga trainata da cavalli marini. Questo frammento di mosaico in bianco e nero, databile alla seconda metà del II secolo d.C., è conservato presso il Museo Civico di Fano.

Pier Maria Amiani nelle "Memorie Istoriche della Città di Fano" così documentava il ritrovamento:

"nello scavamento delle fondamenta della pubblica Torre, che attualmente si sta fabbricando a lato del Teatro nella gran Piazza sotto la direzione, e dissegno del Cav. Gio. Francesco Buonamici Architetto di Rimini, ritrovati ben otto piedi sotterra con le Muraglie in buono stato, e col pavimento di leggiadri Mosaici arrichito, de' quali un Quadro intero rappresentante il Dio Nettuno sopra il suo Carro assiso, e da quattro Marini Cavalli tirato, de' quali con una mano le Redini impugna, e con l'altra il Tridente, fu dall'ingegno e dall'industria del lodato Architetto intero trasportato, e fatto incastrare nel Muro di un'Anticamera del pubblico Palazzo, dove a' Cittadini serve di onorata memoria..."

("Memorie Istoriche della Città di Fano", prima parte, pag.30)

Mosaico del Nettuno, Museo Civico di Fano

Nel 1929, invece, sempre in piazza XX settembre, sotto Palazzo Bambini, l'edificio che i fanesi conoscono come sede della ex Cassa di Risparmio di Fano, fu rinvenuto il cosiddetto mosaico "dei pesci".

Si tratta di un pavimento composto da un riquadro centrale in opus sectile con lastre di marmi policromi, incorniciato da fasce a mosaico decorate con due pesci stilizzati con un granchio posto al centro.

Il mosaico è databile tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C., tuttora in situ è visitabile occasionalmente durante visite guidate.

Mosaico "dei pesci", Palazzo Bambini

Più recentemente, durante il primo lotto di scavi in piazza Andrea Costa, nel 2024 gli archeologi hanno messo in luce i resti di un edificio con una vasca, mosaici e altri elementi di pregio, che fanno supporre la presenza di terme pubbliche adiacenti alla Basilica.

Scavi di Piazza Andrea Costa:
dettaglio di edificio con vasca

Se la città di Fano mostra le sue antiche radici termali proprio nel cuore del centro storico, un filo rosso lega quel passato glorioso alla vocazione termale che ha caratterizzato per lungo tempo anche le Terme di Carignano, le cui acque sulfuree e salsobromoiodiche hanno offerto per decenni benessere e cure, soprattutto alle vie respiratorie.

Oggi purtroppo, nonostante progetti di riqualificazione, il complesso versa in uno stato di abbandono, con gli edifici che attendono un futuro. Eppure proprio le recenti scoperte archeologiche nel centro di Fano possono rappresentare un’occasione per il rilancio di tutto il territorio.

Parco delle Terme di Carignano (anni '80)

19/03/2026

Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni 3

Trascrizione e adattamento dell'intervento del dott. Franco Canestrari
Fano, 11 novembre 2022
Sala di Rappresentanza della Fondazione Carifano

Il dottor Franco Canestrari è autore di 100 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali e coautore di libri nel settore scientifico divulgativo. È biologo e medico chirurgo, già docente universitario di biochimica clinica e biologia molecolare clinica. Tra le sue molte esperienze ha svolto, tra l'altro, attività di consulenza presso centri di medicina termale e nel suo intervento parlerà di acque sulfuree, dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche.

Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche
Dott. Prof. Franco Canestrari

1) Epigenetica e medicina non convenzionale
2) Le acque termali e lo zolfo
3) La ricerca in ambito termale
 -  Video del convegno

3) La ricerca in ambito termale

...

Video del convegno
- introduzione di Beatrice Morbidoni e intervento di Marco Carnaroli
- intervento di Franco Canestrari (prima parte)
- intervento di Franco Canestrari (seconda parte)

11/03/2026

Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni 2

Trascrizione e adattamento dell'intervento del dott. Franco Canestrari
Fano, 11 novembre 2022
Sala di Rappresentanza della Fondazione Carifano

Il dottor Franco Canestrari è autore di 100 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali e coautore di libri nel settore scientifico divulgativo. È biologo e medico chirurgo, già docente universitario di biochimica clinica e biologia molecolare clinica. Tra le sue molte esperienze ha svolto, tra l'altro, attività di consulenza presso centri di medicina termale e nel suo intervento parlerà di acque sulfuree, dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche.

Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche
Dott. Prof. Franco Canestrari

2) Le acque termali e lo zolfo

Adesso rientriamo nel nostro logos, che è quello delle terme, la parte precedente è una carrellata, ma non è su questo che volevo andare, bensì sulla ricerca: le acque hanno delle caratteristiche completamente diverse, in base alle caratteristiche c'è la terapia e la cura appropriata, quindi se è un'acqua è solfidrica, mi aspetto da un certo tipo di cure da quell'acqua, se è un'acqua invece bicarbonato-carbonica, forse altre patologie possono essere curate, ma non le stesse dell'acido solfidrico per intenderci, quindi ad ogni situazione patologica può corrispondere un'acqua appropriata.

Classificazione delle acque minerali

Oligominerali e a bassa presenza di minerali
Sulfidriche
Salso-bromo-iodiche
Radioattive
Salate
Solfate
Bicarbonate e carboniche
Arsenico-ferrose

Le metodiche di somministrazione sono diverse, anche in questo caso, a seconda della necessità terapeutica, quindi se io ho il mal di gola che cosa farò in realtà? Lo facciamo comunemente senza accorgerci: quando vado in farmacia a prendere, ad esempio l'acqua di Sirmione, nei fatti che sto facendo? sto facendo una terapia nasale di un'acqua che contiene zolfo, come quella di Sirmione perché lo sentiamo bene, che comunque ci protegge in parte a livello preventivo, ma in parte anche curativo.

A seconda della patologia e della sede della patologia adopererò un'acqua oppure un'altra. Vedete, le più comuni però sono le cure idropiniche, le cure inalatorie, le balneoterapie e le cure fangoterapiche, che usano i fanghi, dove chiaramente l'acqua è la parte prevalente.

Principali cure termali

I solfobatteri conoscevano già l'importanza dello zolfo molto prima di noi, un miliardo, due miliardi di anni fa, avevano capito l'importanza dello zolfo, di cui parleremo a breve, perché le acque con le quali noi abbiamo avuto a che fare sono acque solfidriche, vi ho portato anche una rivista storica, perché nel '94 avevamo pubblicato i primi lavori con Macerata Feltria, proprio anche in relazione al rapporto che avevamo con Marco Carnaroli (cfr. relatore precedente) su questo tipo di ambiente termale.

Circa 1-2 miliardi di anni fa...

Si ipotizza che i mitocondri delle cellule eucariotiche
derivino da antichi batteri capaci di ossidare l'H₂S,
abbondante nell’ambiente terrestre primordiale

Le acque sulfuree, delle quali parleremo e alle quali abbiamo dedicato attività di ricerca, sono quelle che contengono lo zolfo in una certa concentrazione, ma in forma volatile, se non siamo rapidi nel prenderlo perde la sua forza, mentre le acque solfate, contengono gli ioni solfati in maniera dominante.

Le ACQUE SULFUREE
contengono prevalentemente 
lo zolfo in forma di H2S
(ad una concentrazione di
almeno 1 mg per litro)
ed anche solfati

Le ACQUE SOLFATE
contengono ioni SO4
insieme ad altri elementi chimici

L'H2S è la più potente molecola antiossidante, tra le più potenti perlomeno tra quelle a base di zolfo, però per chi non segue queste cose, volevo fare una piccola premessa del cosa si intende con attività antiossidante, perché altrimenti non è comprensibile.

La nostra vita è soggetta a un decadimento legato all'ossigeno, paradossalmente, cioè noi viviamo in funzione dell'ossigeno, ma l'ossigeno è il nostro nemico principale.

Noi potremmo vivere 120 anni, si dice come il condor, ma in realtà non arriviamo a quest'età perché l'ossigeno ci ossida, quindi questa è un po' la base proprio più semplice possibile per spiegare il perché parliamo di azioni antiossidanti, quindi che cosa dobbiamo fare tutta la vita: introdurre antiossidanti in tutte le maniere, in tutte le forme, per cercare di tamponare le ossidazioni fisiologiche.