Trascrizione e adattamento dell'intervento del dott. Franco Canestrari
Fano, 11 novembre 2022
Sala di Rappresentanza della Fondazione Carifano
Il dottor Franco Canestrari è autore di 100 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali e coautore di libri nel settore scientifico divulgativo. È biologo e medico chirurgo, già docente universitario di biochimica clinica e biologia molecolare clinica. Tra le sue molte esperienze ha svolto, tra l'altro, attività di consulenza presso centri di medicina termale e nel suo intervento parlerà di acque sulfuree, dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche.
Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche
Dott. Prof. Franco Canestrari
2) Le acque termali e lo zolfo
Adesso rientriamo nel nostro logos, che è quello delle terme, la parte precedente è una carrellata, ma non è su questo che volevo andare, bensì sulla ricerca: le acque hanno delle caratteristiche completamente diverse, in base alle caratteristiche c'è la terapia e la cura appropriata, quindi se è un'acqua è solfidrica, mi aspetto da un certo tipo di cure da quell'acqua, se è un'acqua invece bicarbonato-carbonica, forse altre patologie possono essere curate, ma non le stesse dell'acido solfidrico per intenderci, quindi ad ogni situazione patologica può corrispondere un'acqua appropriata.
Classificazione delle acque minerali Oligominerali e a bassa presenza di minerali |
Le metodiche di somministrazione sono diverse, anche in questo caso, a seconda della necessità terapeutica, quindi se io ho il mal di gola che cosa farò in realtà? Lo facciamo comunemente senza accorgerci, quando vado in farmacia a prendere, ad esempio l'acqua di Sirmione, nei fatti che sto facendo? sto facendo una terapia nasale di un'acqua che contiene zolfo, come quella di Sirmione perché lo sentiamo bene, che comunque ci protegge in parte a livello preventivo, ma in parte anche curativo.
A seconda della patologia e della sede della patologia adopererò un'acqua oppure un'altra. Vedete, le più comuni però sono le cure idropiniche, le cure inalatorie, le balneoterapie e le cure fangoterapiche, che usano i fanghi, dove chiaramente l'acqua è la parte prevalente.
I solfobatteri conoscevano già l'importanza dello zolfo molto prima di noi, un miliardo, due miliardi di anni fa, avevano capito l'importanza dello zolfo, di cui parleremo a breve, perché le acque con le quali noi abbiamo avuto a che fare sono acque solfidriche, vi ho portato anche una rivista storica, perché nel '94 avevamo pubblicato i primi lavori con Macerata Feltria, proprio anche in relazione al rapporto che avevamo con Marco Carnaroli (cfr. relatore precedente) su questo tipo di ambiente termale.
Circa 1-2 miliardi di anni fa... Si ipotizza che i mitocondri delle cellule eucariotiche |
Le acque sulfuree, delle quali parleremo e alle quali abbiamo dedicato attività di ricerca, sono quelle che contengono lo zolfo in una certa concentrazione, ma in forma volatile, se non siamo rapidi nel prenderlo perde la sua forza, mentre le acque solfate, contengono gli ioni solfati in maniera dominante.
Le ACQUE SULFUREE Le ACQUE SOLFATE |
L'H2S è la più potente molecola antiossidante, tra le più potenti perlomeno tra quelle a base di zolfo, però per chi non segue queste cose, volevo fare una piccola premessa del cosa si intende con attività antiossidante, perché altrimenti non è comprensibile.
La nostra vita è soggetta a un decadimento legato all'ossigeno, paradossalmente, cioè noi viviamo in funzione dell'ossigeno, ma l'ossigeno è il nostro nemico principale.
Noi potremmo vivere 120 anni, si dice come il condor, ma in realtà non arriviamo a quest'età perché l'ossigeno ci ossida, quindi questa è un po' la base proprio più semplice possibile per spiegare il perché parliamo di azioni antiossidanti, quindi che cosa dobbiamo fare tutta la vita: introdurre antiossidanti in tutte le maniere, in tutte le forme, per cercare di tamponare le ossidazioni fisiologiche.
Quindi l'ossigeno non è un grande amico, è un amico perché senza l'ossigeno non respiriamo, ma è anche un nemico perché comunque ci ossidiamo.
Allora, nel caso dell'H2S, diciamo per circa 150 anni di studio dal 1770, veniva visto solo come tossico, oggi se ne stanno vedendo invece le proprietà terapeutiche; vedete come è cambiata la storia, prima studi solo per vedere quanto fa male l'H2S, adesso invece per capire quanto fa bene l'H2S, quindi proprio una medaglia rovesciata.
L'H2S la più potente molecola antiossidante tra quelle contenenti zolfo Dal 1770 per 150 anni studiata per la sua tossicità |
L'H2S è un potente antiossidante, chi ne sa un po' di chimica vede che gli scalini corrispondono alla capacità antiossidante, sicuramente è uno dei più potenti, questo non vuol dire però che essendo un gas noi possiamo assumerlo quanto ne vogliamo, perché la tossicità comunque rimane.
È come dire che l'alcol non fa male, se ne bevo un bicchiere, ma se uno arriva e ha bevuto un litro e mezzo, cambia, cioè rimane sempre euforico, ma forse troppo, allora diciamo che in tutte le cose c'è un effetto dose.
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| Capacità antiossidante delle molecole a base di zolfo |
Di studi sull'H2S ne sono stati fatti tantissimi, però, a differenza di quelli farmacologici, quelli termali sono stati poco pubblicizzati.
Studi sugli effetti antiossidanti dell'H2S in vitro 2004 - Hydrogen sulfide protects neurons from oxidative stress |
I nostri peggiori nemici: i radicali liberi dell'ossigeno (ROS) e l'infiammazione cronica
L'ossigeno cosa fa? Attacca tutte le molecole del nostro corpo, fino ad attaccare anche le membrane cellulari.
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| Membrana cellulare attaccata dall'ossigeno |
Quali sono oggi i due nemici maggiori che abbiamo? Lo stress ossidativo e l'infiammazione cronica. Ormai se ne parla di continuo anche in televisione, quindi stress ossidativo e infiammazione cronica sono i nostri due nemici peggiori.
E in qualche maniera dobbiamo cercare di tamponare entrambi.
Allora che cosa possiamo fare? Dobbiamo fare in maniera tale che alimenti antiossidanti siano sempre presenti nella nostra dieta.
E, guarda caso, la natura ci allieta con i colori, perché i cibi colorati, come arance, limoni e kiwi, sono potentemente antiossidanti.
Questo per sottolineare che tutta la nostra vita è impegnata a tamponare il sistema ossidante.
Quindi, quando mangiamo, non è solo per riempire la pancia. Bisogna mangiare in funzione della quantità giusta di antiossidanti, perché i cibi nutrigenetici o epigenetici ci aiutano veramente.
Lo stress ossidativo purtroppo è responsabile di un insieme di patologie.
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| Stress ossidativo e rischi per la salute |
Allora che cosa ci aiuta nello schermare tutto questo? Guarda caso i gruppi SH, che sono presenti nelle acque termali sulfidriche o sulfuree.
Quindi vedete che se arrivano i radicali liberi, noi abbiamo uno schermo tampone nel sangue
Se io volessi dosare lo zolfo, lo riesco a dosare nel sangue? E come riesco a dosare i radicali liberi nel sangue? Trovo i nemici e gli amici, nel nostro sangue ci sono sia gli amici che i nemici, posso dosare sia gli uni che gli altri.
Quindi quando doso i tioli nel sangue (mi fermo perché altrimenti c'è smarrimento), doso tutte quelle molecole che hanno il gruppo SH, per vedere come sono messe da un potenziale antiossidante, si chiama proprio potenziale antiossidante ematico.
Da dove ci riforniamo di zolfo? Possiamo rifornirci sia da fonti esterne che da fonti interne.
Se ricordate anche i nostri nonni usavano molto l'aglio, l'aglio contiene l'allina, contiene 2.000 molecole che non conosciamo, però sicuramente l'aglio contiene l'H2S.
Il famoso sapore e difficoltà che a volte qualcuno ha, è legato proprio a grande presenza di H2S. E l'aglio, infatti, è stato annoverato tra i composti epigenetici, quelli che possono agire realmente sulla salute.
Poi vedete abbiamo le acque termali che danno un contributo, in questo caso chiaramente stiamo parlando di acque sulfidriche o sulfuree.
Fonti esogene - Gli alimenti - Acque termali contenenti zolfo |
Ma perché noi andiamo d'accordo con le acque termali e con l'acido solfidrico ? Perché produciamo l'H2S, non è sconosciuto al nostro corpo: le fonti endogene sono quelle che produciamo noi.
Quindi, perché il farmaco a volte ha effetti collaterali? Perché spesso non lo riconosciamo, ci è estraneo. Tutto ciò che il corpo riconosce siamo sicuri che lo tollera. Tutto ciò che non è riconosciuto non sempre lo tollererà, ecco i famosi effetti collaterali o indesiderati.
Fonti endogene modeste, sono una certa quantità di batteri presenti nel nostro intestino, ma ci accorgiamo della loro presenza proprio perché a volte producono zolfo.
Fonti endogene - primarie: produzione enzimatica - secondarie: modeste quantità di H2S |






