La notizia della Basilica ritrovata ravviva il passato termale di Fano
Oggi tutti parlano della Basilica di Vitruvio appena ritrovata, nel Settecento lo storico fanese Pier Maria Amiani, di fronte all'enorme attenzione che già allora suscitava quest'edificio, scelse di rivolgere lo sguardo agli altri monumenti descritti da Vitruvio, in particolare sui Bagni (le terme) di cui lui stesso può testimoniare.
"Siccome vanno per mano di tutti gli Eruditi le Opere di Vetruvio, e de' suoi Commentatori, ed in tutte questa Basilica è descritta minutamente, e dissegnata, crederei il dar conto di tutti gl'altri Edificj, che alla Basilica soleano andare uniti...
nel caso nostro non è a me riuscito di rincontrare sennon di alcuni Bagni le Vestigia, disposti appunto giusta il costume de' Romani, dal suddetto Vetruvio accennato, verso il mezzo giorno della Basilica, affinché chi lavavasi dell'aria più tiepida godesse."
("Memorie Istoriche della Città di Fano", Pier Maria Amiani, 1751)
Vitruvio nel De Architectura, al capitolo 10 del Libro V, descrive i principi per la realizzazione delle terme, tra cui l'orientamento e la sequenza tra frigidarium, tepidarium e calidarium.
Nel centro di Fano, in passato sono stati rinvenuti mosaici di epoca romana che, per la tipologia di rappresentazione a tema marino, suggeriscono la presenza di terme, dato che allora era consuetudine abbinare soggetti acquatici agli ambienti termali.
Il mosaico del Nettuno fu ritrovato nel 1740 durante gli scavi per la realizzazione della Torre Civica. Si tratta in realtà soltanto dell'emblema, cioè della parte centrale di un mosaico originariamente più ampio. Nel tondo è raffigurato Nettuno in piedi sul suo carro, alla guida di una quadriga trainata da cavalli marini. Questo frammento di mosaico in bianco e nero, databile alla seconda metà del II secolo d.C., è conservato presso il Museo Civico di Fano.
Pier Maria Amiani nelle "Memorie Istoriche della Città di Fano" così documentava il ritrovamento:
"nello scavamento delle fondamenta della pubblica Torre, che attualmente si sta fabbricando a lato del Teatro nella gran Piazza sotto la direzione, e dissegno del Cav. Gio. Francesco Buonamici Architetto di Rimini, ritrovati ben otto piedi sotterra con le Muraglie in buono stato, e col pavimento di leggiadri Mosaici arrichito, de' quali un Quadro intero rappresentante il Dio Nettuno sopra il suo Carro assiso, e da quattro Marini Cavalli tirato, de' quali con una mano le Redini impugna, e con l'altra il Tridente, su dall'ingegno e dall'industria del lodato Architetto intero trasportato, e fatto incastrare nel Muro di un'Anticamera del pubblico Palazzo, dove a' Cittadini serve di onorata memoria..."
("Memorie Istoriche della Città di Fano", prima parte, pag.30)
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| Mosaico del Nettuno, Museo Civico di Fano |
Nel 1929, invece, sempre in piazza XX settembre, sotto Palazzo Bambini, l'edificio che i fanesi conoscono come ex sede della Cassa di Risparmio di Fano, fu rinvenuto il cosiddetto mosaico "dei pesci".
Si tratta di un pavimento composto da un riquadro centrale in opus sectile con lastre di marmi policromi, incorniciato da fasce a mosaico decorate con due pesci stilizzati con un granchio posto al centro.
Il mosaico è databile tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C., tuttora in situ è visitabile occasionalmente durante visite guidate.
Più recentemente, durante il primo lotto di scavi in piazza Andrea Costa, nel 2024 gli archeologi hanno messo in luce i resti di un edificio con una vasca, mosaici e altri elementi di pregio, che fanno supporre la presenza di terme pubbliche adiacenti alla Basilica.
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| Scavi di Piazza Andrea Costa: dettaglio di edificio con vasca |
Se la città di Fano mostra le sue antiche radici termali proprio nel cuore del centro storico, un filo rosso lega quel passato glorioso alla vocazione termale che ha caratterizzato per lungo tempo anche le Terme di Carignano, le cui acque sulfuree e salsobromoiodiche hanno offerto per decenni benessere e cure, soprattutto alle vie respiratorie.
Oggi purtroppo, nonostante progetti di riqualificazione, il complesso versa in uno stato di abbandono, con gli edifici che attendono un futuro. Eppure proprio le recenti scoperte archeologiche nel centro di Fano possono rappresentare un’occasione per il rilancio di tutto il territorio.
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| Parco delle Terme di Carignano (anni '80) |




