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28/03/2026

Le terme "storiche" della Città di Fano

La notizia della Basilica ritrovata ravviva il passato termale di Fano

Oggi tutti parlano della Basilica di Vitruvio appena ritrovata, nel Settecento lo storico fanese Pier Maria Amiani, di fronte all'enorme attenzione che già allora suscitava quest'edificio, scelse di rivolgere lo sguardo agli altri monumenti descritti da Vitruvio, in particolare sui Bagni (le terme) di cui lui stesso può testimoniare.

"Siccome vanno per mano di tutti gli Eruditi le Opere di Vetruvio, e de' suoi Commentatori, ed in tutte questa Basilica è descritta minutamente, e dissegnata, crederei il dar conto di tutti gl'altri Edificj, che alla Basilica soleano andare uniti...

nel caso nostro non è a me riuscito di rincontrare sennon di alcuni Bagni le Vestigia, disposti appunto giusta il costume de' Romani, dal suddetto Vetruvio accennato, verso il mezzo giorno della Basilica, affinché chi lavavasi dell'aria più tiepida godesse."

("Memorie Istoriche della Città di Fano", Pier Maria Amiani, 1751)

Vitruvio nel De Architectura, al capitolo 10 del Libro V, descrive i principi per la realizzazione delle terme, tra cui l'orientamento e la sequenza tra frigidarium, tepidarium e calidarium.

Figura 3. Pianta e alzato delle stanze dei Bagni
A. Labrum - B. Alveo - C. Schola
dd. Scalino inferiore - ee. Parapetto
Figura 4. Fornello e disposizione dei Vasi
1. Vaso freddo - 2. Tiepido - 3. Caldo - 4. Fornace
(De Architectura, ed. Berardo Galiani, 1790 - Tav. XV ricolorata)

Nel centro di Fano, in passato sono stati rinvenuti mosaici di epoca romana che, per la tipologia di rappresentazione a tema marino, suggeriscono la presenza di terme, dato che allora era consuetudine abbinare soggetti acquatici agli ambienti termali.

Il mosaico del Nettuno fu ritrovato nel 1740 durante gli scavi per la realizzazione della Torre Civica. Si tratta in realtà soltanto dell'emblema, cioè della parte centrale di un mosaico originariamente più ampio. Nel tondo è raffigurato Nettuno in piedi sul suo carro, alla guida di una quadriga trainata da cavalli marini. Questo frammento di mosaico in bianco e nero, databile alla seconda metà del II secolo d.C., è conservato presso il Museo Civico di Fano.

Pier Maria Amiani nelle "Memorie Istoriche della Città di Fano" così documentava il ritrovamento:

"nello scavamento delle fondamenta della pubblica Torre, che attualmente si sta fabbricando a lato del Teatro nella gran Piazza sotto la direzione, e dissegno del Cav. Gio. Francesco Buonamici Architetto di Rimini, ritrovati ben otto piedi sotterra con le Muraglie in buono stato, e col pavimento di leggiadri Mosaici arrichito, de' quali un Quadro intero rappresentante il Dio Nettuno sopra il suo Carro assiso, e da quattro Marini Cavalli tirato, de' quali con una mano le Redini impugna, e con l'altra il Tridente, fu dall'ingegno e dall'industria del lodato Architetto intero trasportato, e fatto incastrare nel Muro di un'Anticamera del pubblico Palazzo, dove a' Cittadini serve di onorata memoria..."

("Memorie Istoriche della Città di Fano", prima parte, pag.30)

Mosaico del Nettuno, Museo Civico di Fano

Nel 1929, invece, sempre in piazza XX settembre, sotto Palazzo Bambini, l'edificio che i fanesi conoscono come sede della ex Cassa di Risparmio di Fano, fu rinvenuto il cosiddetto mosaico "dei pesci".

Si tratta di un pavimento composto da un riquadro centrale in opus sectile con lastre di marmi policromi, incorniciato da fasce a mosaico decorate con due pesci stilizzati con un granchio posto al centro.

Il mosaico è databile tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C., tuttora in situ è visitabile occasionalmente durante visite guidate.

Mosaico "dei pesci", Palazzo Bambini

Più recentemente, durante il primo lotto di scavi in piazza Andrea Costa, nel 2024 gli archeologi hanno messo in luce i resti di un edificio con una vasca, mosaici e altri elementi di pregio, che fanno supporre la presenza di terme pubbliche adiacenti alla Basilica.

Scavi di Piazza Andrea Costa:
dettaglio di edificio con vasca

Se la città di Fano mostra le sue antiche radici termali proprio nel cuore del centro storico, un filo rosso lega quel passato glorioso alla vocazione termale che ha caratterizzato per lungo tempo anche le Terme di Carignano, le cui acque sulfuree e salsobromoiodiche hanno offerto per decenni benessere e cure, soprattutto alle vie respiratorie.

Oggi purtroppo, nonostante progetti di riqualificazione, il complesso versa in uno stato di abbandono, con gli edifici che attendono un futuro. Eppure proprio le recenti scoperte archeologiche nel centro di Fano possono rappresentare un’occasione per il rilancio di tutto il territorio.

Parco delle Terme di Carignano (anni '80)

11/03/2026

Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni 2

Trascrizione e adattamento dell'intervento del dott. Franco Canestrari
Fano, 11 novembre 2022
Sala di Rappresentanza della Fondazione Carifano

Il dottor Franco Canestrari è autore di 100 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali e coautore di libri nel settore scientifico divulgativo. È biologo e medico chirurgo, già docente universitario di biochimica clinica e biologia molecolare clinica. Tra le sue molte esperienze ha svolto, tra l'altro, attività di consulenza presso centri di medicina termale e nel suo intervento parlerà di acque sulfuree, dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche.

Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche
Dott. Prof. Franco Canestrari

2) Le acque termali e lo zolfo

Adesso rientriamo nel nostro logos, che è quello delle terme, la parte precedente è una carrellata, ma non è su questo che volevo andare, bensì sulla ricerca: le acque hanno delle caratteristiche completamente diverse, in base alle caratteristiche c'è la terapia e la cura appropriata, quindi se è un'acqua è solfidrica, mi aspetto da un certo tipo di cure da quell'acqua, se è un'acqua invece bicarbonato-carbonica, forse altre patologie possono essere curate, ma non le stesse dell'acido solfidrico per intenderci, quindi ad ogni situazione patologica può corrispondere un'acqua appropriata.

Classificazione delle acque minerali

Oligominerali e a bassa presenza di minerali
Sulfidriche
Salso-bromo-iodiche
Radioattive
Salate
Solfate
Bicarbonate e carboniche
Arsenico-ferrose

Le metodiche di somministrazione sono diverse, anche in questo caso, a seconda della necessità terapeutica, quindi se io ho il mal di gola che cosa farò in realtà? Lo facciamo comunemente senza accorgerci, quando vado in farmacia a prendere, ad esempio l'acqua di Sirmione, nei fatti che sto facendo? sto facendo una terapia nasale di un'acqua che contiene zolfo, come quella di Sirmione perché lo sentiamo bene, che comunque ci protegge in parte a livello preventivo, ma in parte anche curativo.

A seconda della patologia e della sede della patologia adopererò un'acqua oppure un'altra. Vedete, le più comuni però sono le cure idropiniche, le cure inalatorie, le balneoterapie e le cure fangoterapiche, che usano i fanghi, dove chiaramente l'acqua è la parte prevalente.

Principali cure termali

I solfobatteri conoscevano già l'importanza dello zolfo molto prima di noi, un miliardo, due miliardi di anni fa, avevano capito l'importanza dello zolfo, di cui parleremo a breve, perché le acque con le quali noi abbiamo avuto a che fare sono acque solfidriche, vi ho portato anche una rivista storica, perché nel '94 avevamo pubblicato i primi lavori con Macerata Feltria, proprio anche in relazione al rapporto che avevamo con Marco Carnaroli (cfr. relatore precedente) su questo tipo di ambiente termale.

Circa 1-2 miliardi di anni fa...

Si ipotizza che i mitocondri delle cellule eucariotiche
derivino da antichi batteri capaci di ossidare l'’H₂S,
abbondante nell’ambiente terrestre primordiale

Le acque sulfuree, delle quali parleremo e alle quali abbiamo dedicato attività di ricerca, sono quelle che contengono lo zolfo in una certa concentrazione, ma in forma volatile, se non siamo rapidi nel prenderlo perde la sua forza, mentre le acque solfate, contengono gli ioni solfati in maniera dominante.

Le ACQUE SULFUREE
contengono prevalentemente 
lo zolfo in forma di H2S
(ad una concentrazione di
almeno 1 mg per litro)
ed anche solfati

Le ACQUE SOLFATE
contengono ioni SO4
insieme ad altri elementi chimici

L'H2S è la più potente molecola antiossidante, tra le più potenti perlomeno tra quelle a base di zolfo, però per chi non segue queste cose, volevo fare una piccola premessa del cosa si intende con attività antiossidante, perché altrimenti non è comprensibile.

La nostra vita è soggetta a un decadimento legato all'ossigeno, paradossalmente, cioè noi viviamo in funzione dell'ossigeno, ma l'ossigeno è il nostro nemico principale.

Noi potremmo vivere 120 anni, si dice come il condor, ma in realtà non arriviamo a quest'età perché l'ossigeno ci ossida, quindi questa è un po' la base proprio più semplice possibile per spiegare il perché parliamo di azioni antiossidanti, quindi che cosa dobbiamo fare tutta la vita: introdurre antiossidanti in tutte le maniere, in tutte le forme, per cercare di tamponare le ossidazioni fisiologiche.

01/03/2026

Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni 1

Trascrizione e adattamento dell'intervento del dott. Franco Canestrari
Fano, 11 novembre 2022
Sala di Rappresentanza della Fondazione Carifano

Il dottor Franco Canestrari è autore di 100 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali e coautore di libri nel settore scientifico divulgativo. È biologo e medico chirurgo, già docente universitario di biochimica clinica e biologia molecolare clinica. Tra le sue molte esperienze ha svolto, tra l'altro, attività di consulenza presso centri di medicina termale e nel suo intervento parlerà di acque sulfuree, dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche.

Le acque sulfuree: dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche
Dott. Prof. Franco Canestrari

1) Epigenetica e medicina non convenzionale

Ho portato con me alcune slide. La prima è dedicata alla memoria dell’onorevole Massimo Vannucci di Macerata Feltria.

Perché proprio lui? Perché ho avuto il piacere di conoscerlo bene, e mi ha profondamente colpito il suo entusiasmo. Un entusiasmo che mi ha spinto a portare avanti con ancora più convinzione il tema delle terme. Ma non solo per questo: anche per il ruolo attivo e lungimirante che ha avuto in Parlamento.

Mi ripeteva spesso: "Dobbiamo costruire una piattaforma, perché tutto parte dall’alto, e solo dall’alto può poi ricadere in basso in modo efficace". Aveva visto molto lontano. Aveva capito che le terme non possono avere un futuro serio e duraturo senza una legislazione precisa e adeguata.

Per questo mi è sembrato doveroso aprire questo intervento rendendogli omaggio.

Concentratevi nelle scuole, in fondo qual è il nostro compito, se non cercare di preparare un mondo migliore a chi verrà dopo di noi?
Concentratevi nelle scuole...
in fondo qual è il nostro compito
se non cercare di preparare
un mondo migliore a chi verrà dopo di noi?

Il massimo riconoscimento delle proprietà dell'acqua si ebbe nel periodo romano con la costruzione di grandi e maestosi edifici termali per godere delle qualità benefiche dei bagni in ogni luogo conquistato.

Le terme comprendevano giardini, saloni, sale di riposo.

Quindi i miei predecessori romani, visto che sono romano anch'io, avevano visto lontano, praticamente noi stiamo riconquistando quello che loro avevano già previsto, e cioè che un centro termale non può essere avulso da una realtà di benessere.

Un centro termale che integra cure termali e cure psichiche non è semplicemente un centro benessere: è un ambiente psicofisico, pensato per prendersi cura della persona nella sua totalità.

Esempio grandioso chiaramente furono le terme di Caracalla, tra le più importanti dell'impero romano.

Con la caduta dell'impero scomparve l'erogazione del servizio pubblico, quindi diciamo che si era raggiunto forse il massimo in quel periodo, poi pian piano è cominciata la discesa.

Però noi siamo orgogliosi come italiani di avere le acque termali, perché per le sorgenti di acque minerali naturali siamo al secondo posto tra i paesi della Comunità Europea, dopo la Germania, con circa 400 sorgenti di acque minerali, quindi possiamo dire di avere una tradizione.

La terapia termale, come sapete, ha una forte componente sanitaria e biologica – ed è proprio l’aspetto che vorrei approfondire oggi.  Io vengo da due mondi: prima la biologia, poi la medicina… e a volte mi sento un po’ come dottor Jekyll e mister Hyde: ancora non ho deciso se sono più biologo o più medico, ma adesso lo vedremo lungo la strada, vediamo dove mi riesco a identificare meglio.

Come vedete dalla slide, la terapia termale si articola in tre momenti fondamentali: prevenzione, cura e riabilitazione.

Terapia Termale: un sistema dove Prevenzione, Cura, Riabilitazione sono in relazione continua e multidirezionale (per migliorare anche Performance sportive)

E la cosa interessante, che la grafica mostra molto bene con tutte queste frecce, è che questi tre aspetti non sono separati: sono profondamente interconnessi, in un continuo dialogo tra loro.